Gabriele Basilico sul narcisismo in fotografia e la lentezza dello sguardo

Dopo l’esperienza della DATAR al “momento decisivo”, al quale mi aveva abituato la lezione del reportage, avevo preferito, attraverso progressioni successive, la “lentezza dello sguardo”. Quasi a voler cogliere nell’immagine tutti i particolari, fino alla complessità delle cose che, a una minuzionsa osservazione, il paesaggio poteva restituire. Mi piace pensare di aver imparato quasi a scomparire, in quanto fotografo, di aver saputo mettermi da parte, rinunciando così al narcisismo e a una rappresentazione troppo soggettiva e spesso artificiosa in favore di una riproduzione solo apparentemente oggettiva della realtà e caratterizzata da un grande rispetto verso le cose. […]
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