Storytelling 2.0

È necessaria un’evoluzione rispetto all’amore per l’istante decisivo e la fotografia bella esteticamente. Sempre più fotoreporter oggi si dedicano alla fiction o hanno un approccio concettuale al “reportage”. Non intendo assegnare delle etichette – ho solo fatto due esempi – quanto piuttosto affermare che la foto “bella” è alla portata di tutti e quindi occorre trovare storie interessanti da raccontare ed è indispensabile un approccio ragionato ai progetti. Ognuno deve trovare il proprio modo di raccontare ma avendo coscienza del fatto che oggi più che mai inventarsi qualcosa è tutt’altro che semplice e che il solo fattore estetico non interessa più a nessuno e forse neanche un racconto costruito bene, se non ha qualcosa in più.

Fuji X-T1 in wedding!

Fuji X-T1

Qualche giorno fa l’amico Simone Sapienza, con cui abbiamo condiviso un workshop col mitico Ernesto Bazan, mi ha chiesto una recensione sulla nuova Fuji X-T1. Io, a dire il vero, sono la persona meno adatta a redigere un articolo tecnico su una fotocamera. Personalmente mi baso sulla mia esperienza, sul feeling – che è un aspetto decisamente personale – e sulle mie esigenze. Dal mio punto di vista fotocamere e obiettivi non devono pesare molto (a meno che non si decida di lavorare con una medio formato o con un banco ottico…) e devono essere pratici e versatili. Gli strumenti che utilizzo di una fotocamera sono davvero pochi: a me non serve che la fotocamera abbia la possibilità di fare bracketing o addirittura di impaginare i fotolibri, anche se per altre funzioni, come il wi-fi integrato, ho trovato immediatamente dei risvolti pratici ad esempio in ambito formativo o durante gli eventi. E poi anche Luigi Ghirri consigliava di semplificare l’attrezzatura per concentrarsi sulla fotografia…
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Capa e Basilico, legami ideali tra fotografia di reportage e architettura

La celebre affermazione “Se la foto non ti è venuta bene, vuol dire che non eri abbastanza vicino” di Robert Capa mi ha sempre fatto pensare alla necessità di una vicinanza fisica col soggetto. Oggi a questo primo concetto ne affianco un secondo espresso da Gabriele Basilico, il quale fa riferimento ad un avvicinamento progressivo alle città e ad uno sguardo lento, figlio anche del ritorno nei luoghi, utile alla produzione di visioni sempre meno superficiali.

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