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9 consigli sulla composizione fotografica e il racconto per immagini

9 CONSIGLI SULLA COMPOSIZIONE FOTOGRAFICA
E IL RACCONTO PER IMMAGINI

#composizione #storytelling #inquadratura

Siete nel vostro locale preferito, Gabriele prepara dei cocktail da paura, avete solo voglia di godervi la serata. In quell’occasione però un gruppo di barbieri fa uno show proprio in quel locale e il vostro barman vi chiede di realizzare qualche scatto. Si, lo so, non c’è budget, ma voi siete degli artisti e amate la fotografia e poi non potete negare una cortesia a un poeta come Gabriele…

Avete con voi una Leica SL e il Vario-Elmarit-SL 24–90 mm f/2.8–4 ASPH, un obiettivo zoom stabilizzato e con una qualità incredibile. La SL ha un design minimale ed ergonomico, è robusta e ha un sensore CMOS di pieno formato da 24 megapixel, che garantisce un’ottima qualità d’immagine. Tra le altre caratteristiche la Leica SL regge benissimo agli alti ISO, quindi, date le condizioni di illuminazione, decidete di impostare la sensibilità a 6400 ISO.

Ok, forza, vi alzate a scattare per qualche minuto, poi gustate il vostro drink, poi di nuovo qualche scatto. In totale lavorate per meno dieci minuti ma riuscite comunque a realizzare una piccola documentazione dell’evento. Come?

Ecco qualche consiglio:

  • cambiate spesso posizione, guardare la scena da diversi punti di vista è la prima tecnica per non ripetersi e trovare nuovi spunti;
  • evitate di impallare i soggetti: ogni figura deve essere leggibile, prestate attenzione allo sfondo;
  • scattate, scattate, scattate. Dovete essere degli instancabili ricercatori della foto “giusta” – o dell’istante decisivo se preferite – e, ve ne prego, non perdete tempo a cancellare le foto, dedicatevi interamente alla vostra ricerca, l’editing sarà una fase successiva del lavoro;
  • cercate una buona inquadratura e dopo… attendete: aspettate che accada qualcosa di bello e non accontentatevi, se avete trovato uno spunto interessante, scattate almeno dieci foto, anche venti se serve, così potrete scegliere l’immagine migliore di tutta la serie;
  • nei limiti del possibile cercate di avere coscienza di ognuno degli elementi inclusi nel campo, fate caso a tutto e guardate i quattro lati del vostro amato rettangolo prima di fare clic;
  • cercate di giocare con la vostra cornice, evitando di mostrare sempre tutto ma lasciando più spazio all’evocazione, cercate sempre di evitare le fotografie banali e didascaliche, i cliché in una parola;
  • fotografate paesaggi, interni, ritratti, still life, ciascuna immagine arricchirà il vostro racconto;
  • decidete se scattare a colori o in bianco e nero. Non si tratta di post-produzione bensì di visione, che fotografi siete? Se miscelate il colore col bianco e nero dovete farlo perché è necessario, non per un gusto o un capriccio;
  • e infine semplificate. Impostate una sensibilità ISO che vi soddisfi e comportatevi come se aveste una pellicola, quindi dimenticatevi di questo parametro. Allo stesso modo impostate il diaframma utile per la profondità di campo che avete in mente e di conseguenza regolate i tempi (oppure regolate i tempi e di conseguenza i diaframmi). Così facendo avrete molti meno aspetti a cui pensare e potrete concentrarvi sulla composizione e sul racconto.• cambiate spesso posizione, guardare la scena da diversi punti di vista è la prima tecnica per non ripetersi e trovare nuovi spunti;
  • evitate di impallare i soggetti: ogni figura deve essere leggibile, prestate attenzione allo sfondo;
  • scattate, scattate, scattate. Dovete essere degli instancabili ricercatori della foto “giusta” – o dell’istante decisivo se preferite – e, ve ne prego, non perdete tempo a cancellare le foto, dedicatevi interamente alla vostra ricerca, l’editing sarà una fase successiva del lavoro;
  • cercate una buona inquadratura e dopo… attendete: aspettate che accada qualcosa di bello e non accontentatevi, se avete trovato uno spunto interessante, scattate almeno dieci foto, anche venti se serve, così potrete scegliere l’immagine migliore di tutta la serie;
  • nei limiti del possibile cercate di avere coscienza di ognuno degli elementi inclusi nel campo, fate caso a tutto e guardate i quattro lati del vostro amato rettangolo prima di fare clic;
  • cercate di giocare con la vostra cornice, evitando di mostrare sempre tutto ma lasciando più spazio all’evocazione, cercate sempre di evitare le fotografie banali e didascaliche, i cliché in una parola;
  • fotografate paesaggi, interni, ritratti, still life, ciascuna immagine arricchirà il vostro racconto;
  • decidete se scattare a colori o in bianco e nero. Non si tratta di post-produzione bensì di visione, che fotografi siete? Se miscelate il colore col bianco e nero dovete farlo perché è necessario, non per un gusto o un capriccio;
  • e infine semplificate. Impostate una sensibilità ISO che vi soddisfi e comportatevi come se aveste una pellicola, quindi dimenticatevi di questo parametro. Allo stesso modo impostate il diaframma utile per la profondità di campo che avete in mente e di conseguenza regolate i tempi (oppure regolate i tempi e di conseguenza i diaframmi). Così facendo avrete molti meno aspetti a cui pensare e potrete concentrarvi sulla composizione e sul racconto.

I consigli potrebbero essere tanti altri, ma questa mi sembra una discreta base per iniziare a riflettere. Se non fossi stato pigro sarei uscito dal locale per cercare di inquadrare le stesse scene dall’esterno e magari avrei scattato anche una buona immagine del locale da lontano… però i drink di Gabriele erano davvero buoni 🙂
P.S. in condizioni normali in fase di post-produzione avrei eliminato qualche elemento fastidioso e raddrizzato qualche linea, ma in questo caso ho immediatamente inviato gli scatti dalla Leica SL al mio smartphone e da lì a Gabriele che le ha subito postate sui social network!

workshop.alessandromallamaci.it

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