Riflessioni in ordine sparso sulla fotografia

Un viaggio tra arte, fotografia e vita

Che senso ha la passeggiata degli sposi?2 min read

© Alessandro Mallamaci

La “passeggiata”, a mio avviso, è il retaggio di un vecchio modo di lavorare. In un servizio posato il fotografo ha la necessità di arricchire l’album con altri scatti (che poco o niente hanno a che vedere con la giornata del matrimonio e con la coppia fotografata). Dal mio punto di vista non è necessario “andare a fare le foto” perché io già scatto e documento ciò che accade da mattina fino a notte. Piuttosto trovo molto più sensato andare direttamente in sala, avere modo di rilassarsi e accogliere i propri ospiti (se li abbiamo invitati è perché ci fa piacere che stiano con noi in un’occasione così importante, quindi che senso ha farli aspettare?).

Sia chiaro che se la coppia me lo chiede non mi rifiuto di accompagnarli in un giro veloce durante il quale do loro modo di rilassarsi e chiacchierare con la massima libertà. Tuttavia consiglio sempre la scelta di una location che abbia a che fare con la coppia. Che senso ha fare delle foto nella location più bella o più famosa della zona? Siamo davvero sicuri di desiderare foto simili a quelle di altre 10.000 coppie?

Un’altra idea invece è quella di realizzare un servizio posato in studio assieme ad amici e testimoni. Anche se non realizzeremo il classico reportage, il risultato sarà assolutamente divertente e fresco. Gli scatti saranno il frutto dell’interazione spontanea tra la coppia e i propri amici. Da un punto di vista tecnico ed estetico la qualità del servizio sarà altissima per l’ausilio delle luci e dei fondali da studio.

Nella foto una coppia in un momento di relax attende l’arrivo dei propri invitati al Kalura, una sala ricevimenti di Reggio Calabria con vista sullo stretto di Messina.

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