Riflessioni in ordine sparso sulla fotografia

Un viaggio tra arte, fotografia e vita

Storytelling e reportage – Fujifilm a Corigliano Calabro Fotografia

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Foto: Giorgia Foti / Servizifotografici.net


Questo post è una raccolta dei lavori fotografici citati a Corigliano Calabro Fotografia il 29 giugno 2014, in occasione del workshop promosso da Fujifilm e organizzato da Cine Sud. Continua a leggere

Flash o luce naturale?

Javier Edgardo Girotto durante una pausa dopo il sound check Teatro Garden, Cosenza - (c) Alessandro Mallamaci 2006

Javier Edgardo Girotto durante una pausa dopo il sound check Teatro Garden, Cosenza – (c) Alessandro Mallamaci 2006

In un post successivo intendo fare un sunto di alcuni schemi di luce molto utili in sala posa. Non si tratta di regole alle quali attenersi in maniera rigida ma piuttosto di un insieme di soluzioni “precotte” da personalizzare, frutto delle mie ricerche e delle mie esperienze di ripresa in studio. Faccio questa premessa giusto per far chiarire che non disdegno l’uso di illuminatori in assoluto. Tuttavia se avete letto il mio post dal titolo “Zoom o focale fissa?” non vi sarà difficile immaginare il mio punto di vista in merito all’uso del flash. Sempre nell’ottica di “badare all’essenziale” avere un aggeggio in più da gestire stressa non poco e non ci aiuta a concentrarci sulla fotografia. Per altro l’uso del flash non è per niente utile in quesi contesti in cui occorra essere discreti. In quest’ottica avere una focale luminosa e riuscire ad usare anche tempi lunghi torna sicuramente utile. Ad esempio io chiedo a tutti gli studenti dei miei corsi di fotografia di impegnarsi per riuscire a scattare almeno a 1/15 di secondo. E’ naturale che ci siano contesti nei quali per una propria esigenza creativa (o se ci troviamo in un posto in cui non c’è proprio luce) sia necessario l’uso di un illuminatore. Io credo che l’unica regola da rispettare sia che non si deve notare l’utilizzo del flash nello scatto. Il problema che riscontro con maggiore frequenza infatti è il fatto che il flash c’è… e si vede. E’ assolutamento giusto usare il flash, a patto però di saperlo usare.

Celebri fotografi come Paolo Pellegrin (Magnum Photos) e Giulio Di Sturco (VII Agency) usano i flash in un modo illuminate (…). Nessuno di loro sfrutta i flash integrati nei corpi macchina, né monta il flash sulla propria reflex. Il risultato è che la foto sembra assolutamente naturale. Ricordo in particolare una storia di Di Sturco sulla prostituzione minorile in Nepal (cercatela è un lavoro pazzesco). Tra gli scatti ce n’era uno di un dettaglio dei piedi di una di queste ragazze. Il risultato è davvero interessante. Per gli addetti ai lavori probabilmente queste sono banalità ma non tutti conoscono queste tecniche avanzate e in molti pensano che senza flash non si possa fotografare o che l’unico utilizzo possibile di un flash sia quello di un’illuminazione blanda, che magari appiattisce notevolmente lo scatto.

Poi ci sono anche fotografi, magari nei settori moda e pubblicità che hanno fatto diventare un certo modo “sbagliato” di usare il flash, una cifra stilistica, un elemento distintivo… ma questo è un altro discorso.

Zoom o focale fissa?

Servizi fotografici matrimoniali in stile reportage - (c) Alessandro Mallamaci 2010

Servizi fotografici matrimoniali in stile reportage - (c) Alessandro Mallamaci 2010

Nell’ultimo post sostenevo una tesi in base alla quale l’utilizzo di una focale fissa (al posto di uno zoom) aiuterebbe a “visualizzare” la foto prima di scattarla, a comprendere a fondo le differenze tra le varie focali in termini di prospettiva e profondità di campo e in generale spingerebbe a usare di più la testa!
Ebbene credo che ci siano anche altri argomenti da considerare. Rispetto alla visualizzazione ad esempio, Giulio Di Sturco (vincitore del World Press Photo e del Sony Award nel 2009) durante un workshop di fotografia che abbiamo organizzato qui a Reggio Calabria ha espresso un’opinione che credo non si possa non condividere e cioè che se ci si abitua a usare sempre una focale si conosce l’angolo di campo a disposizione prima di guardare nel mirino, quindi si è ancora più in grado di visualizzare. Adesso concedetemi una banalità: è chiara a tutti, immagino, la differenza che esiste tra ruotare una ghiera con due dita (per zoomare) e fare un passo avanti o indietro. Mi riferisco alla leggerezza o alla coscienza che possono nascondersi dietro un gesto apparentemente banale: fare tentativi con le dita è una scelta che si prende sicuramente più a cuor leggero rispetto a decidere di spostare tutto il corpo. Se uno lo fa vuol dire che ne sente realmente la necessità e quindi è spinto da un’idea forte, non sta banalmente provando tutte le focali possibili del proprio zoom.

Lo so, lo so, sono di parte… 8)
Devo riconoscere che in alcuni contesti lavorativi ad esempio con scarsa possibilità di movimento uno zoom possa essere molto utile. Tuttavia nella maggior parte dei progetti si potrebbe tranquillamente lavorare esclusivamente con una focale. Addirittura per la fotografia di matrimonio io uso quasi esclusivamente il 35 mm! Con una sola focale è possibile realizzare dettagli, paesaggi, ritratti. Se non avete mai provato a lavorare solo con un obiettivo che non sia zoom e volete sentirvi al sicuro provate a portare con voi un secondo corpo macchina montandoci su un tele. Vi assicuro che col tempo ne ridurrete sempre più l’uso.

Ma la lista dei buoni motivi per usare un fisso non è di certo finita. Non bisogna dimenticare ad esempio della luminosità! Le focali fisse sono in generale più luminose degli zoom. I migliori 24-70 mm hanno un’apertura del diaframma di 2.8, cioé lo stesso valore raggiunto dalle focali fisse di livello medio! Inoltre gli zoom sono sempre più costosi rispetto alle focali fisse. Quando ho deciso di avere un mio corredo di ottiche sono riuscito ad acquistare delle ottiche Nikon AI su Ebay ad un prezzo stracciato (mediamente 100/150 euro a ottica). Tutte focali molto luminose e con una qualità indiscutibile. Ma anche prendendo obiettivi nuovi, se si spendono 300/400 euro si può scegliere tra un buon fisso o uno zoom scarso. Infine la qualità: tanto maggiore è l’escursione tra le due focali, quanto peggiore sarà la qualità dell’obiettivo. Un esempio “celebre” è rappresentato dai 18-200 mm, decisamente versatili ma mediamente poco luminosi e con una qualità pessima.

Alla prossima
😉

P.S. Badate all’essenziale! Sembra una sciocchezza, ma avere una ghiera in meno e non avere possibilità di cambiare focale facilmente, semplifica la vita in un modo impensabile, aiuta a pensare e concentrarsi su quello che è veramente importante e non intasa il cervello -e di conseguenza il nostro lavoro- con pensieri e azioni inutili.