
Come si fa a non essere d’accordo con quest’affermazione di Gaber? Fin da bambino mi sono reso conto di non avere dentro di me un forte senso della Patria. Credo sia una questione culturale. I francesi sono molto più nazionalisti di noi.
Qui abbiamo avuto da sempre esempi poco edificanti da parte dei nostri politici sia per una carenza di attenzione e interesse verso il bene comune, sia in quanto a rispetto per le istituzioni. A questo si aggiunge il fatto che l’Italia è una nazione ricca di differenze culturali e l’unità è stata fatta in maniera quanto meno… forzata. A tal proposito mi vengono in mente una serie di domande legate a vari ambiti. Ad esempio perché la parola “tarantella” accomuna quasi tutte le musiche popolari italiane? Perché in pochi sanno che in Calabria la cosiddetta tarantella si chiama “Sonu” o “Sonu a ballu” o “For’u primu” e che poi esistono la “Pizzica pizzica”, la “Ballarella” e tante altre tradizioni musicali e coreutiche in altre regioni italiane normalmente accomunate dal termine tarantella? Perché i gruppi folkloristici il più delle volte propongono un vero e proprio spettacolo che ha poco a che fare con le tradizioni autentiche della loro area geografica? Perché il nostro Sud non è sviluppato come il Nord? Perché i giovani calabresi non possono restare a lavorare dove sono nati? Perché l’unico sviluppo possibile sembra essere quello legato alle industrie e alle multinazionali e non si riesce ad immaginarne uno basato sulle naturali qualità della nostra terra o su abilità artigianali?
E’ possibile immaginare un’unità che valorizzi le differenze e vada contro l’omologazione e l’appiattimento culturale?