
Certo, per capirlo dobbiamo liberarci dal luogo comune che pensa che sia solo il bel paesaggio, il paesaggio pittoresco, sublime o idilliaco. Se c’è una convinzione forte che è emersa dalla recente riflessione sul paesaggio, essa va in senso nettamente contrario. Il paesaggio non è il solo paesaggio pregevole e salvaguardato, quello che ci piace e in cui ameremmo vivere. È paesaggio anche un territorio sconciato e inquinato dall’abusivismo, rovinato da insediamenti industriali, bruttato da cave o discariche. Non è paesaggio solo il Chianti o la Costiera Amalfitana, ma anche l’entroterra tra la laguna di Venezia e Mestre, trasformato in insediamento industriale, o certa pianura veneta invasa dai capannoni, o la distesa infinita di brutte casette nella piana del Vesuvio.
Paolo D’Angelo
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