Riflessioni in ordine sparso sulla fotografia

Un viaggio tra arte, fotografia e vita

Zoom o focale fissa?

Servizi fotografici matrimoniali in stile reportage - (c) Alessandro Mallamaci 2010

Servizi fotografici matrimoniali in stile reportage - (c) Alessandro Mallamaci 2010

Nell’ultimo post sostenevo una tesi in base alla quale l’utilizzo di una focale fissa (al posto di uno zoom) aiuterebbe a “visualizzare” la foto prima di scattarla, a comprendere a fondo le differenze tra le varie focali in termini di prospettiva e profondità di campo e in generale spingerebbe a usare di più la testa!
Ebbene credo che ci siano anche altri argomenti da considerare. Rispetto alla visualizzazione ad esempio, Giulio Di Sturco (vincitore del World Press Photo e del Sony Award nel 2009) durante un workshop di fotografia che abbiamo organizzato qui a Reggio Calabria ha espresso un’opinione che credo non si possa non condividere e cioè che se ci si abitua a usare sempre una focale si conosce l’angolo di campo a disposizione prima di guardare nel mirino, quindi si è ancora più in grado di visualizzare. Adesso concedetemi una banalità: è chiara a tutti, immagino, la differenza che esiste tra ruotare una ghiera con due dita (per zoomare) e fare un passo avanti o indietro. Mi riferisco alla leggerezza o alla coscienza che possono nascondersi dietro un gesto apparentemente banale: fare tentativi con le dita è una scelta che si prende sicuramente più a cuor leggero rispetto a decidere di spostare tutto il corpo. Se uno lo fa vuol dire che ne sente realmente la necessità e quindi è spinto da un’idea forte, non sta banalmente provando tutte le focali possibili del proprio zoom.

Lo so, lo so, sono di parte… 8)
Devo riconoscere che in alcuni contesti lavorativi ad esempio con scarsa possibilità di movimento uno zoom possa essere molto utile. Tuttavia nella maggior parte dei progetti si potrebbe tranquillamente lavorare esclusivamente con una focale. Addirittura per la fotografia di matrimonio io uso quasi esclusivamente il 35 mm! Con una sola focale è possibile realizzare dettagli, paesaggi, ritratti. Se non avete mai provato a lavorare solo con un obiettivo che non sia zoom e volete sentirvi al sicuro provate a portare con voi un secondo corpo macchina montandoci su un tele. Vi assicuro che col tempo ne ridurrete sempre più l’uso.

Ma la lista dei buoni motivi per usare un fisso non è di certo finita. Non bisogna dimenticare ad esempio della luminosità! Le focali fisse sono in generale più luminose degli zoom. I migliori 24-70 mm hanno un’apertura del diaframma di 2.8, cioé lo stesso valore raggiunto dalle focali fisse di livello medio! Inoltre gli zoom sono sempre più costosi rispetto alle focali fisse. Quando ho deciso di avere un mio corredo di ottiche sono riuscito ad acquistare delle ottiche Nikon AI su Ebay ad un prezzo stracciato (mediamente 100/150 euro a ottica). Tutte focali molto luminose e con una qualità indiscutibile. Ma anche prendendo obiettivi nuovi, se si spendono 300/400 euro si può scegliere tra un buon fisso o uno zoom scarso. Infine la qualità: tanto maggiore è l’escursione tra le due focali, quanto peggiore sarà la qualità dell’obiettivo. Un esempio “celebre” è rappresentato dai 18-200 mm, decisamente versatili ma mediamente poco luminosi e con una qualità pessima.

Alla prossima
😉

P.S. Badate all’essenziale! Sembra una sciocchezza, ma avere una ghiera in meno e non avere possibilità di cambiare focale facilmente, semplifica la vita in un modo impensabile, aiuta a pensare e concentrarsi su quello che è veramente importante e non intasa il cervello -e di conseguenza il nostro lavoro- con pensieri e azioni inutili.

Arte e sviluppo tecnologico

pirelli“Lo sviluppo tecnologico assieme alla nascita e alla diffusione di nuove figure professionali hanno messo alla portata di tutti strumenti una volta nelle mani solo di artisti e artigiani. Il risultato è stato la possibilità per chiunque, anche per un “non tecnico”, di realizzare lavori che dovrebbero essere, e lo erano fino a poco tempo fa, solo appannaggio di tecnici preparati.
Mi sto riferendo in particolare a settori quali la progettazione grafica, il montaggio video, la regia, la fotografia, ma credo che il discorso possa essere allargato anche ad altri ambiti.
Il problema è che la diffusione della tecnologia non coincide necessariamente con la diffusione della cultura e della preparazione tecnica. La possibilità di realizzare facilmente grafiche, film, ecc. ha creato l’illusione che le capacità per farlo siano alla portata di tutti, o che non siano neccessari anni di impegno e dedizione per ottenere dei buoni risultati.
Credo fermamente che chiunque possa riuscire bene in qualsiasi ambito al quale si dedichi. Ciò che conta è l’onestà nell’approccio. Essere tecnologicamente in grado di “fare” non vuol dire saperlo fare bene.
Non dico che si debbano seguire le regole, ma di sicuro non si può non conoscerle! Così come è bene conoscere e studiare coloro che hanno portato una determinata disciplina ai massimi livelli. La cosa peggiore in ogni caso è la presunzione. L’ignoranza da sola infatti non è nociva.”

Ho scritto questo testo, fatta eccezione per qualche modifica apportata oggi, diversi anni fa. In questi giorni mi è capitato nuovamente di riflettere su questi argomenti, ma da un punto di vista differente. Al termine della prima lezione di un nuovo corso di fotografia che tengo qui a Reggio Calabria, un ragazzo ha ammesso di non aver mai capito che una variazione del diaframma (uno stop), coincide con una variazione di tempi o sensibilità. Il problema a mio avviso sta nel fatto che le moderne macchine fotografiche sono piene di funzioni inutili. Bisognerebbe tornare all’essenziale. Acquisterei subito una macchina con solo 3 controlli… Non disdegno la tecnologia, tutt’altro, però forse è sbagliato l’approccio. Mancano troppi riferimenti di base, per cui ci si fa confondere dalle troppe meraviglie tecnologiche. I forum di fotografia sono pieni di consigli, di confronti tra obiettivi, di superpippe pazzesche. Caspita Bresson scattava con una macchina che non era neanche reflex e le sue foto sono poesie!

La potenza è nulla senza controllo” recitava un claim ideato qualche anno fa. Ecco noi potremmo dire che la tecnologia è niente senza cervello, oppure che l’attrezzatura non fa il fotografo. 8)

A tutti gli studenti dei corsi e a chiunque mi chieda consigli su quale sia l’attrezzatura migliore per iniziare io suggerisco di usare la vecchia reflex a pellicola di famiglia (meglio ancora se tutta manuale) e una focale fissa. Solo così si torna all’essenziale, solo così si usa davvero la testa, ci si sforza di visualizzare, si riflette bene prima di scattare. Se non si lavora con le focali fisse non si comprende davvero  quali sono le caratteristiche dei diversi obiettivi. Se si usa uno zoom si corre il rischio di costruire l’inquadratura “a tentativi”, se invece si decide di fare un passo in avanti o uno indietro vuol dire che si sente la necessità di farlo per migliorare la composizione, quindi si sceglie, si decide, si è consapevoli dell’inquadratura. La differenza sta proprio qui, se ci si affida completamente alla tecnologia ci si riduce a non pensare più… e se lo si fa fin dall’inizio si corre il rischio di non pensare mai!

Sono convinto che alcuni dei miei studenti abbiano una preparazione superiore alla mia in alcuni ambiti ma spesso mi è capitato di trovarmi di fronte a persone con la testa piena zeppa di nozioni completamente inutili. Tutto ciò è insensato, si acquisice una quantità di informazioni smisurata, senza riuscire a considerare quello che è veramente importante. Si fa caso all’aberrazione cromatica del tale obiettivo, alla stabilizzazione, alla vignettatura, ecc e si ha solo l’impressione di parlare di fotografia perché non si guarda più l’immagine fotografica bensì ci si concentra su tutto quello che sta intorno al mercato delle attrezzature fotografiche. Oppure, e non so cos’è peggio, ci si concentra sul cielo sovraesposto, sulla regola dei terzi non rispettata, e così via, ottenendo sempre il medesimo risultato e cioé quello di non guardare l’immagine!

Continuerò sicuramente a trattare questi argomenti. Per ora vi saluto, altrimenti corro il rischio di dilungarmi troppo.
😉

P.S. badate all’essenziale!