Riflessioni in ordine sparso sulla fotografia

Un viaggio tra arte, fotografia e vita

3 consigli sulla rappresentazione del corpo e la fotografia di nudo2 min read

Quante volte hai desiderato cimentarti con la fotografia di nudo o con la rappresentazione del corpo e non hai avuto il coraggio di farlo?
Ecco qualche consiglio per iniziare a dedicarti alla rappresentazione del corpo.

1. MAI ESSERE VOLGARI
Fotografare il corpo richiede amore, attenzione e disciplina. È facile scadere nella produzione di immagini volgari. Molto spesso, anche se può sembrare assurdo, si rischia di essere volgari proprio quando non si lavora su un corpo nudo, rispetto a quando si scattano fotografie di nudo. Molto meglio un corpo nudo dunque, piuttosto che un intimo o degli short di dubbio gusto.

2. IL CORPO HA LE SUE REGOLE
Serve avere il massimo rispetto per la figura e rappresentarla nel migliore dei modi. Il rischio altrimenti è di non dare la giusta enfasi all’armonia delle forme del corpo ma piuttosto di penalizzarlo, di non rappresentarlo col giusto garbo.

3. SERVE UN BAGAGLIO QUANTO PIÙ AMPIO POSSIBILE
Guardate le opere degli scultori e di pittori, oltre che di fotografi come Richard Avedon, Herb Ritts, Peter Lindberg, Jeanloup Sieff, Robert Mapplethorpe, ma anche dei maestri del passato come Horst P. Horst o addirittura Edward Weston e Man Ray.
E poi studiate i calendari Pirelli come quelli di Annie Leibovitz del 2000 o di Sarah Moon del 1972, due lavori che io adoro.
O ancora, visitate il Musée d’Orsay o il Musée du Louvre a Parigi e lasciatevi incantare dalle mille interpretazioni del mito di Venere.
Insomma trovate gli spunti che preferite, però studiate e abbiate il massimo rispetto per una materia tanto affascinante quanto insidiosa.

SIETE INTERESSATI AD APPROFONDIRE L’ARGOMENTO?
Solo se lo siete davvero, vi segnalo che ne parleremo il 5 maggio allo Spazio Coriolano Paparazzo a Catanzaro. Non ci dedicheremo al nudo ma avremo modo di esercitarci con una yogi, cioè una praticante di Yoga, e le fotografie prodotte saranno il frutto dell’interazione tra lei e il fotografo (si scatterà uno alla volta).

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