IL PORTO DI GIOIA TAURO E LA LEICA S
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Il porto di Gioia Tauro e la Leica S

Il 90% del commercio estero dell’Unione Europea e il 40% di quello interno alla stessa avviene in mare. Il porto di Gioia Tauro, in Calabria nel Sud Italia, è situato a metà tra i canali di Suez e Gibilterra ed è il più importante del Mediterraneo per posizione, infrastrutture ed efficienza.

Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci
IL PORTO DI GIOIA TAURO E LA LEICA S
Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci

Il porto di Gioia Tauro è il più grande terminal per il transhipment – cioè il trasbordo di merci da nave a nave – in Italia e uno dei più importanti per il traffico dei container del Mediterraneo. Dispone di oltre cinquemila metri lineari di banchine, con fondali sino a 18 metri e piazzali con una superficie complessiva di un 1.800.000 mq.

Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci
Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci
Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci

La costruzione del porto si inserisce nella vicenda della rivolta di Reggio Calabria, nell’estate del 1970, per l’attribuzione della sede degli organi regionali, quando, nell’ambito di una serie di provvedimenti denominati “pacchetto Colombo”, dal nome dell’allora presidente del Consiglio dei Ministri Emilio Colombo, sono stati assegnati alla Calabria 1300 miliardi di vecchie lire per la costruzione di un centro siderurgico nella piana di Gioia Tauro, ed altri 360 miliardi per una serie di interventi nel settore chimico e meccanico. Queste attività avrebbero dovuto dare lavoro a circa 15.000 persone ma il bilancio di questa operazione è oggi tragico: alcune fabbriche sono state costruite ma non sono mai entrate in funzione, sulla piana di Gioia Tauro è stata costruita una diga al servizio di questo fantomatico polo siderurgico e nella zona dove oggi sorge il porto sono stati rasi al suolo 700.000 alberi (principalmente di ulivo e di agrumi) e un intero paese, Eranova.

Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci
Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci

In seguito alla crisi nel settore siderurgico e, più in generale, del fallimento di quella strategia di industrializzazione, anche lo sviluppo del porto ha subito uno stop, fino a quando la Contship Italia ne ha chiesto la concessione degli spazi già ultimati e i permessi per lo sviluppo dell’area, trasformando il porto di Gioia Tauro in un porto commerciale.

Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci
Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci

Il porto è stato fin da subito al centro degli interessi della ‘Ndrangheta, la mafia calabrese, che ha intercettato i finanziamenti statali tramite le aziende di costruzione ad essa collegate. Gli interessi più importanti però riguardano il traffico di armi e in particolare di stupefacenti, tuttavia oggi molti traffici illeciti vengono intercettati grazie all’azione congiunta dei vari corpi delle forze dell’ordine.
L’ingerenza della ‘Ndrangheta, la presenza di lavoratori in esubero rispetto alle reali esigenze, la limitazione delle attività al solo transhipment, la concorrenza di altri porti del mediterraneo come Genova e Tangeri con costi doganali minori o servizi più qualificati, il collegamento ferroviario e quello stradale non adeguati, hanno determinato la crisi di questo porto che avrebbe tutte le carte in regola per diventare il centro delle attività di smistamento per la rete ferroviaria italiana.

Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci
Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci

Ho scattato con una Leica S e un Summarit-S 70 mm f/2.5 ASPH. La Leica S è una fotocamera di medio formato, cioè ha un sensore più grande rispetto al formato 36×24 mm. Il 70 mm sulla Leica S è una focale normale, tuttavia non dobbiamo dimenticarci che abbiamo a che fare con un 70 mm, quindi anche se l’angolo di campo è simile, la profondità di campo è inferiore rispetto a quella di un 50 mm su formato pieno. Anche per questo motivo il diaframma è rimasto fisso a f/16 durante tutto il servizio. Ho impostato gli ISO a 400 e mi sono preoccupato solo di scegliere il tempo di esposizione con qualche piccola variazione rispetto alla regola sunny 16.

Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci
Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci
Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci
Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci
Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci
Il porto di Gioia Tauro, ©Alessandro Mallamaci

Una delle caratteristiche che adoro della S typ 007 è una gestione migliorata del rumore ad alti ISO, rispetto al modello precedente. Questo ci consente ad esempio di non scattare necessariamente su cavalletto. So che in molti casi – e in particolare quando si ha tra le mani una medio formato – sarebbe preferibile scattare su un treppiede, tuttavia a me dà maggiore soddisfazione scattare senza, quando è possibile.

© Alessandro Mallamaci

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