Riflessioni in ordine sparso sulla fotografia

Un viaggio tra arte, fotografia e vita

Il ritocco della pelle in Adobe Photoshop™, tecnica delle medie frequenze6 min read

© Alessandro Mallamaci

© Alessandro Mallamaci


Da oltre un anno ho promesso ai miei corsisti che avrei scritto un post sulla tecnica delle medie frequenze. Questa è una delle tecniche più veloci che io conosca per la correzione dell’incarnato. Non faccio riferimento al risultato migliore che si possa ottenere in assoluto, bensì al miglior risultato nel minor tempo possibile.
Ovviamente se stiamo lavorando ad un’immagine pubblicitaria la situazione cambia parecchio e in questo settore molto spesso, oltre ad una correzione della pelle estremamente precisa, si fa anche ritocco anatomico, magari per snellire il collo, ingrandire gli occhi (“Hollywood eyes”) e correggere eventuali difetti. Io però faccio riferimento ad un flusso di lavoro differente, in cui in ciascun progetto ci siano diverse foto di ritratto, come ad esempio nei book o nei servizi fotografici matrimoniali. In questi casi è impensabile impiegare ore per il ritocco di ciascun ritratto! Nel caso specifico mi perdonerete ma non sono andato troppo per il sottile nella preparazione dei file pubblicati in questo post.

Le tecniche di correzione della pelle si basano su un principio: la texture della pelle è composta da punti più chiari e punti più scuri. Se riduciamo il contrasto tra essi, mantenendo allo stesso tempo la struttura dell’incarnato, avremo fatto bingo! Per questo motivo le tecniche che sfruttano una copia sfocata del viso sono da evitare, in quanto cancellano la texture e spesso hanno come risultato un volto che sembra di porcellana.

Francesco Marzoli affronta in maniera estremamente precisa le problematiche legate alla post produzione della pelle nei suoi tutorial: Fotoritocco nel Ritratto e Photoshop Tutorial Pelle e Viso Ritocco Completo. Sempre dalle labbra fatate di Francesco ho sentito parlare la prima volta della tecnica delle alte e basse frequenze. In cosa consiste? Grazie a questa tecnica è possibile dividere la struttura, quindi le informazioni sulla luminosità, dal colore. In questo modo è possibile dedicarsi alla correzione delle imperfezioni della pelle in maniera estremamente agevole e precisa. Sara Lando spiega molto bene questa tecnica nel suo articolo Separazione di frequenze.

Perché tutte queste premesse? Perché la tecnica della separazione delle frequenze si può anche utilizzare in accoppiata a quella che stiamo per analizzare e perché quest’ultima sfrutta le frequenze medie! E quindi? E quindi la scelta dei valori sarà una via di mezzo tra quelli usati per le alte e le basse frequenze. Per il momento memorizziamo questo concetto che ci tornerà utile tra qualche riga.

L’ultima premessa è per me doverosa ma forse scontata per chi mi conosce o mi segue da un po’: lo scatto di partenza deve essere buono! Nel caso specifico ho chiesto all’amico Francesco Cogliandro, che è uno dei make-up artist più in gamba che io conosca, di truccare il nostro volto con una tecnica che sfrutta un aerografo per distribuire il fondotinta sulla pelle. Alessandra (a proposito, grazie Ale!) non ne aveva alcun bisogno ma ho visto questa tecnica anche in ambito wedding e vi garantisco che restituisce una pelle magnifica e ringiovanisce il volto di 5 o 10 anni!
Lo scatto è stato inoltre realizzato in studio e con due bank di uguale potenza, uno sopra e uno sotto il viso disposti a 45° rispetto ad esso. Eccolo:

© Alessandro Mallamaci

© Alessandro Mallamaci

La tecnica che andremo ad illustrare è semplicissima e si riassume in una sequenza di sei veloci operazioni:

1) Duplichiamo il livello

2) Filtro / Altro / Accentua passaggio (tra qualche riga parleremo del valore da utilizzare)

Filtro / Altro / Accentua passaggio © Alessandro Mallamaci

Filtro / Altro / Accentua passaggio © Alessandro Mallamaci

3) Immagine / Regolazioni / Inverti

Immagine / Regolazione / Inverti © Alessandro Mallamaci

Immagine / Regolazione / Inverti © Alessandro Mallamaci

4) Filtro / Sfocatura / Controllo sfocatura (metà del valore usato per il filtro “accentua passaggio”)

Filtro / Sfocatura / Controllo sfocatura © Alessandro Mallamaci

Filtro / Sfocatura / Controllo sfocatura © Alessandro Mallamaci

5) Cambiamo il metodo di fusione da “normale” a “luce vivida”

Metodo di fusione "Luce vivida" © Alessandro Mallamaci

Metodo di fusione “Luce vivida” © Alessandro Mallamaci

6) A questo punto ci tocca cancellare con una gomma tutto tranne la pelle. In particolare occorrerà anche cancellare il contorno del viso e del naso per eliminare gli aloni che sicuramente si saranno creati (se non li notate attivate e disattivate la visualizzazione del livello con la correzione). Di seguito riporto l’immagine originale al fine di poterla confrontare con il risultato della nostra procedura.

© Alessandro Mallamaci

La foto originale © Alessandro Mallamaci

Chiaro è che nessuno ci vieta di utilizzare il livello di correzione con un’opacità inferiore al 100% se lo desideriamo. L’unica regola è che venga mantenuta la texture della pelle e che il risultato finale sia verosimile!

Uno degli aspetti fondamentali per la buona riuscita di questa tecnica è il valore in pixel che scegliamo per il filtro “accentua passaggio”. In questo esempio io ho usato 6 pixel. La regola da rispettare è che il valore impostato non sia troppo alto (altrimenti il risultato sarebbero le basse frequenze), né troppo basso (alte frequenze).
Qualcuno sostiene che il valore da impostare per il filtro “accentua passaggio” debba essere divisibile per tre, per poi sfocare di un terzo di questo valore.

Ovviamente nessuno ci vieta di usare una maschera al posto della gomma o di partire da un canale per creare velocemente una maschera che lavori solo sull’incarnato. Chi ha familiarità con i canali sa già che il canale del rosso è il canale migliore per il nostro scopo. A tutti gli altri consiglio la lettura dei miei articoli: Si fa presto a dire bianco e nero! Tecniche di post produzione per la fotografia in bianco e nero e Si fa presto a dire bianco e nero! Analisi di un caso esemplare di post produzione per la fotografia in bianco e nero.

Al termine di questo lavoro avremo una pelle buona ma dovremo ancora eliminare le imperfezioni, magari sfruttando la tecnica descritta da Sara, o semplicemente usando il timbro clone o un pennello correttivo.

L’ultimo aspetto riguarda la presenza di eventuali ombre sotto gli occhi che io elimino ancora in una maniera un po’ “cruda”: usando lo strumento “timbro clone” (raggio alto e durezza a zero), campiono la parte subito sotto l’ombra su un livello vuoto e poi chiaramente uso questo livello in opacità per rendere il tutto più verosimile. Vi consiglio che sotto ogni occhio venga fatto un unico passaggio, altrimenti si rischia che l’intervento sia visibile.
Federica Leonelli, che ritocca da anni il volto di Miss Italia, consiglia di schiarire un po’ l’ombra con lo strumento scherma e poi usare il pennello correttivo.

Arrivati a questo punto abbiamo finito con la pelle ma l’immagine non ha ancora sufficientemente appeal. Nel prossimo post descriverò proprio alcune tecniche utili a rendere più “croccanti” le vostre immagini.

Vi lascio con una chicca ma devo essere onesto: ne consiglio la lettura esclusivamente ai masochisti! Si tratta di una sintesi della tecnica usata da Antonio Manta per ritoccare la pelle. Egli ha un approccio assolutamente artigianale: crea una copia contrastata del ritratto e una sfocata. Per ciascuna delle due versioni crea un’istantanea dalla palette “storia”. Questo gli consente di usare il pennello storia (ma sarebbe anche possibile usare due livelli con delle maschere) con un’opacità molto bassa e impostando come metodo di fusione del pennello prima “scurisci” e poi “schiarisci”. Il primo step per ammorbidire la pelle è… dare maggiore contrasto alle sopracciglia ad esempio e poi lui passa al resto. Con questa tecnica egli riesce ad avere il massimo controllo ciascun intervento.

Alla prossima 😉


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Un pensiero su “Il ritocco della pelle in Adobe Photoshop™, tecnica delle medie frequenze

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