Riflessioni in ordine sparso sulla fotografia

Un viaggio tra arte, fotografia e vita

Micro-trattato non esaustivo sulla fotografia di matrimonio e cerimonia7 min read

Foto di matrimonio in stile reportage - (c) Alessandro Mallamaci 2010

Foto di matrimonio in stile reportage – © Alessandro Mallamaci 2010

Qualche tempo fa ho conosciuto il mitico Roberto Tomesani, coordinatore dell’Associazione nazionale Fotografi professionisti TAU Visual, di cui faccio parte. In quell’occasione egli ha fatto una considerazione in merito alle foto di matrimonio in stile reportage, affermando che erano ormai diffusissime in tutta Italia, tanto da non poter più essere considerate come qualcosa di innovativo. Questa sua affermazione mi ha fatto riflettere in quanto all’epoca non conoscevo nessun fotografo di cerimonia che facesse reportage nella città in cui vivo e cioè a Reggio Calabria.

Personalmente non ho niente contro la foto in posa. Anch’io faccio posa quando realizzo book fotografici ad attori o modelli, oppure quando lavoro con una modella per una pubblicità. Il punto forse è proprio questo! Se si fotografa una modella si ha di fronte una ragazza che ha fatto una scuola, ha alle spalle centinaia di servizi realizzati, sa esattamente come stare davanti alla camera e comprende al volo le esigenze del fotografo. Lavorando con una professionista quindi è più semplice realizzare fotografie in posa che siano credibili.

A questo si aggiunge che molte coppie sono sempre meno disponibili a dedicare del tempo per gli scatti durante una giornata già abbastanza ricca di sollecitazioni e stress. In tal senso avere accanto un fotografo che lavora fin dalla preparazione senza fare richieste agli sposi è sicuramente un elemento di tranquillità.

Coppia di sposi in via Marina a Reggio Calabria - (c) Alessandro Mallamaci 2009

Coppia di sposi in via Marina a Reggio Calabria – © Alessandro Mallamaci 2009

Un’altra questione su cui riflettere è la passeggiata dopo la cerimonia. Io ad esempio sono assolutamente disponibile a farla ma tendo a spiegare alle coppie che si tratta di un retaggio di un vecchio modo di lavorare. Per intenderci i fotografi con un’impostazione diversa dal reportage arrivano a casa della sposa quando lei è quasi pronta e iniziano a lavorare dopo le fasi di make-up. Io invece inizio a lavorare durante le fasi del trucco e del parrucco! Durante l’ultimo matrimonio ho lavorato dalle 12.00 alle 2 di notte. In quest’ottica io non ho alcun bisogno di dedicare mezz’ora alla produzione di scatti, dato che lavoro già da diverse ore e continuerò a farlo fino alla fine della festa. Quindi se gli sposi lo desiderano non ho nulla in contrario, ma non si tratta di una mia necessità, ecco tutto. Per altro anche durante la passeggiata lascio gli sposi abbastanza liberi, decido di avvicinarmi e allontanarmi in funzione degli scatti che ho in mente ma l’interazione con la coppia è ridotta al minimo, anche in questo contesto. In quest’ottica l’eventuale passeggiata diventa per gli sposi un’occasione per rilassarsi e staccare un attimo.

Un piccolo aneddoto in merito è legato ad una coppia che si è sposata nel 2010. Dopo la cerimonia siamo andati a fare un giro in una località turistica (Scilla) e abbiamo impiegato un’eternità solo per trovare parcheggio. Siamo arrivati in sala con quasi un’ora di ritardo col risultato che tutti gli invitati erano rammaricati con gli sposi perché si erano persi la parte più bella dell’intera giornata. Personalmente apprezzo molto una moda che si sta diffondendo solo di recente dalle nostre parti e consiste nel fatto che gli sposi in qualità di padroni di casa siano già in sala prima dei loro invitati per accoglierli.

Ultimamente però ho dovuto ammettere che esiste un caso in cui la foto di reportage per il matrimonio non è necessariamente la scelta migliore. Il buon Franco Cara, un fotografo professionista che ha alle spalle un’esperienza invidiabile ed è sempre disponibile nei confronti dei giovani, ma anche di tutti i suoi colleghi in generale (grande!!!), mi ha chiarito le idee rispetto a chi pensa al matrimonio come a un sogno e quindi ha bisogno di viverlo appieno e, perché no, come se fosse una fiction. In quest’ottica un fotografo abituato a fare molte pose e che contribuisca a creare quest’immagine da sogno del matrimonio, può essere più adatto.

L’unica cosa importante a mio avviso è che ogni matrimonio mantenga una sua unicità rispetto agli altri. Sono molti i professionisti che scattano la foto con lo sposo appoggiato ad una colonna sulla destra della foto… perché la stamperanno a pagina tre, mentre la sposa sul letto la mettono a pagina quattro. Ovviamente sono degli esempi ma quello che intendo affermare è che ogni matrimonio dovrebbe essere diverso rispetto a tutti gli altri. Sia chiaro che capita a tutti di riutilizzare alcune idee, a volte anche senza rendersene conto. È umano. Diverso è il caso di chi, a prescindere, non si sforza di trovare nuove soluzioni. È ovvio che lo sforzo di un professionista che ripete sempre gli stessi scatti è di gran lunga inferiore rispetto a quello di chi cerca di valorizzare ciascun matrimonio per le sue peculiarità. Poi occorre anche considerare il numero di ore di lavoro sia durante la giornata del matrimonio che in fase di post produzione. Se un fotografo impagina sempre lo stesso fotolibro impiegherà molto meno tempo rispetto a chi invece crea da zero un prodotto originale e unico.

La preparazione di una sposa - (c) Alessandro Mallamaci 2010

La preparazione di una sposa – © Alessandro Mallamaci 2010

Per una mia indole uso raramente flash o fari per la fotografia di cerimonia. Anche questa è una differenza che incide sul modo di lavorare e sulla quantità di lavoro. Un fotografo che lavora avendo già in mente le foto da realizzare per produrre il suo album standard sa già che farà 100, 200 foto al massimo, tutte prive di errori tecnici (perché a fuoco, ben illuminate, ecc) e che quindi la selezione e il foto-ritocco gli porteranno via poco tempo. Faccio questa precisazioni perché credo che sia importante essere coscienti del servizio e del prodotto che si stanno acquistando. Un servizio fotografico matrimoniale può costare anche 10.000 euro… se magari sono coinvolti 10 operatori e serve noleggiare attrezzature particolari per le riprese video o anche semplicemente se la soluzione di stampa scelta è un album con la copertina in oro e diamanti. Ovviamente sono ironico ma contesto ad esempio la posizione di quella giornalista del TG5 che in un servizio di qualche mese fa suggeriva di risparmiare sul servizio fotografico investendo invece su delle macchine “usa e getta” da lasciare sui tavoli per gli invitati (ogni commento ad un’affermazione simile è assolutamente superfluo). Il punto è semplicemente decidere che budget destinare al servizio fotografico. Le coppie che si rivolgono a me ad esempio si trovano di fronte un ventaglio di possibilità differenti. La soluzione base parte da 500 euro per un servizio di 4 ore. Con 1.200 invece lavoro “full time” e includo un album modesto e così via. L’importante è non pagare 3.000 euro un lavoro che è uguale ad altri 50 e che include un album di scarsa qualità. Tutto qui.

Ho appena citato gli album, ecco forse è il caso di spendere due parole in merito. Una volta le foto erano tutte incollate su degli album composti da pagine di cartone. Col tempo si sono diffusi i fotolibri. Personalmente preferisco la prima soluzione perché valorizza la Fotografia. Oggi esistono album molto belli e che si adattano ai gusti più disparati di questa tipologia. Gli album 5punto6 ad esempio sono oggetti di design, talmente belli da meritare di essere esposti su una libreria o un mobile. Io non amo il concetto dell’album chiuso in una valigia, il più delle volte chiusa in un armadio… nella torre più alta del castello. L’album deve essere un oggetto bello da vedere e da vivere. Se la coppia preferisce il fotolibro io comunque lo impagino a modo mio, evito categoricamente di bruciare i bordi o di sovrapporre fiori o tramonti sulle mie foto e propongo una copertina moderna composta da una stampa fotografica, magari plastificata o contenuta da un raccoglitore in plexiglass trasparente.

Anche per il video matrimoniale vale tutto quello che ho scritto finora. A mio avviso dovrebbe essere un racconto della giornata, anch’esso realizzato in modo spontaneo e che possibilmente duri una ventina di minuti al massimo. Avere un video matrimoniale di un’ora vuol dire riuscire a vederlo solo le prime 3 volte e poi abbandonarlo in un cassetto o in un armadio… nella torre più alta del castello, assieme alla valigia di cui sopra.

Il consiglio che mi sento di dare alle coppie è di scegliere il fotografo per il proprio matrimonio in funzione del suo modo di lavorare e del suo stile, facendosi mostrare più di un album e facendosi spiegare in che modo opera di solito, per avere la certezza di aver fatto la scelta migliore rispetto ai propri gusti e alla propria idea di matrimonio.

Visita www.servizifotografici.net e www.italianweddingphotography.it.

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3 pensieri su “Micro-trattato non esaustivo sulla fotografia di matrimonio e cerimonia

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